Il bene e il male

Cosa pensi faccia parte della prima categoria, ossia del bene, e cosa della seconda, del male? Quali sono i tuoi valori? Pensi che esista il paradiso e l’inferno? Salute è bene e malattia è un male? Solo i momenti positivi ci rendono felici o magari anche quelli negativi possono essere interpretati come un insegnamento dal quale trarre abbondanza nel lungo termine?

Ognuno di noi darà risposte diverse basate sui propri valori, sulla propria educazione e sulla religione alla quale si è ancorati. Su quest’ultima sono fondate numerose delle nostre credenze, i nostri pensieri e le regole cardini in base alle quali scorre la nostra quotidianità, la nostra vita.

Innanzitutto, vi sono religioni rigide, come ad esempio quella cattolica, che ci impongono una vita all’insegna dei sacrifici. Secondo queste correnti di pensiero la quotidianità deve essere vissuta rispettando infinite regole, le quali vincolano le nostre azioni e ci impongono di attenerci a comportamenti limitanti. Nel caso in cui non dovessimo rispettare tali regole siamo consapevoli che dopo la vita terrena ci aspetta l’inferno, quale punizione dei nostri peccati.

In contrapposizione con le religioni sopra descritte vi è il pensiero spirituale nonduale, advaita, secondo il quale non esiste né il bene né il male. Il mondo viene interpretato come un’illusione, un sogno, un videogioco surreale. Si tratta quindi di un pensiero estremo, il quale si fonda sulla convinzione che tutto è legato da un’unica energia e che di conseguenza ognuno è protagonista della propria vita e può fare e ottenere ciò che desidera. L’uomo assume quindi il potere sulla propria esistenza modellandola a proprio piacimento secondo le sue regole. Questo filone di pensiero ritiene che il Divino perdoni qualsiasi azione negativa ed i fedeli credono di essere liberi dal karma.

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Ma quale sarà la giusta risposta? Probabilmente sarà una sana via di mezzo, la soluzione ideale ai due pensieri estremi descritti precedentemente. Il Divino ci da la libertà di agire come desideriamo e di scegliere il nostro percorso di vita a nostro piacimento. Nonostante ciò, esiste la legge del karma, alla quale dobbiamo sottostare. Questo significa che le nostre azioni in contrapposizione con l’amore ritornano indietro quale insegnamento di vita. Tutte le reazioni karmiche che ci aspettano nelle vite future vengono però eliminate se impariamo a mettere l’amore incondizionato al primo posto raggiungendo così l'illuminazione. Infatti, l’errore di maggiore importanza che possiamo commettere lungo il nostro cammino è quello di dimenticarci del Divino. L’amore per lui e per tutti gli altri esseri viventi rappresenta la chiave di svolta per la nostra felicità. Il bene rispecchia quindi tutto ciò che va verso l’amore e in contrapposizione il male tutte le nostre azioni e i nostri pensieri che si allontano dall’amore per il Divino. Oltre a ciò, non dobbiamo giudicare persone e situazioni, ma bisognerebbe imparare a lasciare andare ed essere consapevoli che anche ciò che ci appare negativo ci può rendere persone migliori.
Infine, è importante imparare a vivere con umiltà, tolleranza e gratitudine senza imporci un’eccessiva rigidità al fine di approcciarci a cuor leggero alla spiritualità.